Calcio italiano

Lazio-Inter 2-3, 20.05.2018

Rimonte, capitolo 8

di Luigi Della Penna

E la prese lui, l’uruguagio dal passo trascinante e dal fiuto infallibile, decisivo nelle grandi occasioni. Mancava poco alla fine, poi colpì, di testa. Fu il delirio.

Ultima giornata di campionato, Lazio e Inter si giocano l’accesso alla Champions League in un vero e proprio spareggio, a sedici anni da un’altra sfida storica, indelebilmente giocata nello stesso giorno in cui, nel 1821, moriva Napoleone Bonaparte.

I biancocelesti hanno a disposizione due risultati su tre, i nerazzurri di Luciano Spalletti hanno l’obbligo di portare a casa il risultato.

Luiz Felipe sbaglia da pochi passi al 7′, trascorrono tre giri d’orologio e la Lazio passa in vantaggio con Marusic, il quale colpisce in maniera decisiva uno sventurato Ivan Perisic in pieno volto. Il tocco del croato rende la traiettoria del pallone impossibile da intercettare.

Uno a zero.

Il match è vibrante, Milinkovic-Savic arabesca su calcio di punizione, ma centra la traversa, l’Inter gradualmente riesce a trovare un buon ritmo di gioco e al 29′, D’Ambrosio non perdona in mischia.

Uno a uno.

La Lazio non intende perdere e quando i ritmi diventano sempre più lenti e il primo tempo sembra volgere al crepuscolo, arriva il contropiede da manuale: Lulic serve in verticale Felipe Anderson, difesa nerazzurra tagliata, Handanovic battuto.

Due a uno.

Il secondo tempo scivola, minuto dopo minuto, con l’Inter in attacco, ma senza la dovuta precisione. La banda Spalletti vede aleggiare lo spettro dell’ennesima esclusione dalla Coppa.

Minuto 78, Icardi sta per saltare De Vrij, l’olandese atterra il Mamba argentino, calcio di rigore.

Il capitano nerazzurro non sbaglia.

Nel giro di un minuto Lulic, l’altro capitano in campo, si fa espellere. La situazione è stata ribaltata.

L’Inter crede nella qualificazione.

Corner, 81′, batte Brozovic dalla destra, traiettoria sul primo palo.

Matias Vecino.

Colpo di testa.

La palla sbatte con violenza sul manto erboso dell’Olimpico.

Rete!

I fantasmi volano via.

Il 5 maggio, per qualche istante, torna ad essere il giorno della morte di un grande condottiero.

Tre minuti e il mondo cambiò.

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