Calcio italiano

Torino-Genoa 2-1, 13.04.2014

di Luigi Della Penna

Rimonte, capitolo 7

Prendete uno sport a caso, il calcio.

Fatto? Perfetto. Ora, aggiungete una squadra a caso, il Torino, di natura complicata e capricciosa oltre i limiti dell’isteria, il cui obiettivo è qualificarsi all’Europa League, valicando così i confini nazionali dopo oltre un decennio d’attesa: terzo turno della Coppa Intertoto, edizione 2002-2003, Granata fuori con il Villarreal.

Giornata numero 33 del campionato di Serie A 2013-2014, Alessio Cerci e Ciro Immobile sono diventati i nuovi, con le dovute proporzioni, Gemelli del gol, la squadra c’è e può contare su difensori rocciosi come Kamil Glik ed Emiliano Moretti, un geometrico Giuseppe Vives e in panca è guidata da Giampiero Ventura, in netta ascesa nel mondo calcistico italiano.

Torino-Genoa è tutt’altro che un grande partita.

Le due formazioni non si sbilanciano e quando mancano cinque minuti al fischio finale, il risultato è fermo sullo zero a zero.

Quando il mondo sembra scorrere lento, sfociando in un classico zero a zero, Sturaro, posizionato sulla sinistra, crossa a fil di palo: Alberto Gilardino si trova proprio lì, avendo letto alla perfezione la traiettoria della sfera.

Genoa in vantaggio.

L’Olimpico ammutolisce.

L’Europa è lontana, dall’altra parte della luna e solo concepirla incute timore.

Ma quei due con la maglia del Toro, Alessio e Ciro, non ci stanno.

Quattro minuti di recupero.

46′ 24”, Immobile riceve, salta con una finta disorientante il diretto marcatore, si invola verso la porta, pallone sul destro, tiro a giro.

46’28”, quattro secondi di pura estasi.

 

Un gol realizzato di peso, Mattia Perin la sfiora, ma in quella realizzazione c’è tutto il peso dell’appartenenza alla Storia del Toro perchè tra travagli e gioie non c’è troppa differenza, entrambe rimangono indelebili, come quel momento.

Non è finita perchè il più fantasioso del duo, Alessio Cerci, in quel campionato in evidente stato di grazia, quando manca un minuto e mezzo alla fine del match prende palla, vola in dribbling su un genoano, si porta praticamente nello stesso punto da cui ha battuto il gemello.

Sinistro potente, rabbioso.

Palo.

Gol.

Storie di ordinaria follia calcistica.

Roba da Toro.

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